Pensieri da Lockdown…

Sono stati mesi difficili, strani.
Siamo stati catapultati in una realtà dispotica, mai vissuta prima.

Abbiamo dovuto imparare a riorganizzare il nostro tempo, i nostri spazi, il nostro modo di vivere.
Ciò che prima era normale, all’improvviso non lo era più.
Non eravamo preparati, e non lo siamo nemmeno ora, a questa fase due, al mondo che ci aspetta fuori.

Il nostro quotidiano non sarà più lo stesso perché siamo cambiati noi, o meglio: è cambiato il nostro modo di vedere le cose anche se la natura non ha interrotto i suoi cicli, anche se la città o il paese in cui viviamo sono sempre li stessi, anche se i nostri amici, parenti, congiunti e affetti stabili, hanno sempre gli stessi connotati, qualcosa dentro di noi si è incrinato, e difficilmente tornerà a saldarsi come prima.

Io ho lavorato in questa quarantena, visto che opero
nell’ambito sanitario, ma non posso negare che la realtà che ho visto è stata disorientante.

Forse tutti noi siamo un po’ cambiati, anche se replicheremo gli stessi schemi di prima, quando potremmo tornare a fare la “nostra” vita.
Non credo che tutti abbiano concretamente “imparato” qualcosa da questa situazione, vedo molte persone non rispettare le regole, ignorando che sono state imposte per la salvaguardia della salute di tutti e non rispettarle significa compromettere anche la propria incolumità, ma credo di essere cambiata un po’ io.

Nonostante tutto è stato un periodo di introspezione, e stare con sé stessi non è sempre facile, anzi. Comporta sforzo ed equilibrio, cose non esattamente facili da raggiungere se si è abituati a stare sempre in mezzo alla gente, occupati dal lavoro e dalle cose da fare.

In questa quarantena ci siamo fermati un po’ tutti, adesso dobbiamo ripartire, la scelta di cambiare o di lasciare tutto esattamente come era prima, sarà sempre e solo nostra.

 

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